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    November 24

    Il crocifisso sta bene dove sta.

    Conoscevo un professore di filosofia bravissimo. Era capitato nella nostra scuola per un semestre e io ne ero felice.
    Tutto si può dire meno che fosse un coglione, anzi, nella vita aveva maturato un sacco di esperienze, studi a parte, cioè era uno che aveva messo in pratica quello che aveva letto e studiato, non è cosa da poco.
    Ciò che voleva trasmettere era il concetto che lo studio delle materie umanistiche non era una cosa da prendere alla leggera, ma doveva essere affrontato con  rigore, senza superficialità,  come qualsiasi altra materia scientifica, la serietà necessaria a  far coincidere una tesi con la sua dimostrazione.
    Prima di lui c'era una professoressa...che più professoressa non si può, che al contrario trasformava la sua materia in una casa accogliente, nella versione scolastica di un talk show in cui si possono toccare tutti gli argomenti senza possederne neanche mezzo, consolatoria e materna, di manica larga al contrario del suo collega, era molto amata, tanto che qualcuno della classe pensava che in fondo fare filosofia all'università sarebbe stata una scelta possibile, soprattutto facile.
    Il semestre con il nostro prof provvisorio coincise con la morte della vocazione degli aspiranti filosofi : "Prof...io ho capito che tutto nella vita voglio fare meno che iscrivermi a Filosofia...!", "E meno male...meno male...!" rispose lui.
    Una mattina, osservando la sua costernazione nel momento in cui, guardando la classe, prendeva coscienza che la sua professione assomigliava sempre di più ad una predica nel deserto (fortunatamente per lui,ora, ha cambiato mestiere) non so perchè il mio sguardo è andato dritto verso il crocifisso.
    In quel momento ho capito l'importanza di quel simbolo "Ecco guardate ragazzi, qui sotto, in cattedra, c'è un povero Cristo, osservatelo e traete le conseguenze...!".
    Da quel giorno altre figure si sono succedute in quelle cattedre e sempre il crocifisso è stato lì a ricordarmi che li sotto c'era un martire.
    Ecco perchè, secondo me, non è poi un gran male se la croce non verrà tolta dalle aule scolastiche.

    November 18

    Copyright e spazzatura

    Tempo fa, esattamente il 28 aprile del 2008, pubblicavo un articoletto sul blog intitolato "L'immondizia li salverà", una manciata di caratteri buttati con spirito sarcastico sul mondo dell'arte contemporanea e su alcuni suoi paradossi, una via di mezzo tra il cazzeggio (che è in fondo l'unico motivo per cui questo spazietto esiste e mi diverte ancora) e la critica seria, cioè un modo per sdrammatizzare quel mondo che mi tocca frequentare e a volte subire nel suo eccesso di seriosità.
    Capita poi di tornare sugli stessi argomenti e scoprire un articolo sulle pagine web del Corriere del Veneto firmato da Isabella Panfido in cui, qua e là, interi passi sono decisamente copiaincollati.

    Conchita scrisse: L’intera  mostra di Leo Smith alla Hammersmith Town hall è stata completamente buttata nella spazzatura da alcuni  addetti  (guastatori di una impresa di traslochi che per un disguido arrivarono con tre giorni d’anticipo) credendo si trattasse di spazzatura...il  30 giugno 2004  alla Tate Britain un’opera di Gustav Metzger è stata  buttata da una addetta alle pulizie.
    I responsabili della galleria poi si sono gettati all’inseguimento del sacchetto ritrovandolo in una discarica (l’opera contestava la concezione del bello comunemente inteso presentandosi come un sacchetto d’immondizia) ormai priva del suo contenuto e dunque svuotata del suo valore compositivo ed artistico-in quel caso nessun restauratore avrebbe mai potuto restituire l’opera al suo aspetto originario- la creazione di Metzger  è stata considerata irrimediabilmente perduta.


    Isabella copincollò con leggere modifiche e migliorie sintattiche : "L'intera mo­stra di Leo Smith alla Hammersmith Town hall è stata buttata nella spazzatura da alcu­ni addetti (di una impresa di traslochi che per un disguido arrivarono con tre giorni d’anticipo) credendo si trattasse di spazza­tura. E a proposito di pattume, alla Tate Bri­tain un’opera di Gustav Metzger, un sac­chetto delle immondizie, provocatorio gri­do contro il bello in arte, è stato buttato da una addetta alle pulizie. Invano poi i respon­sabili della galleria hanno ritrovato il sac­chetto in una discarica, ormai privo del suo contenuto e dunque svuotato del suo signi­ficativo valore compositivo. Ancora oggi tutti noi ci doliamo per la creazione di Metzger, irrimediabilmente perduta. "

    Devo confessare, con tutta sincerità, che non ho nessun rancore verso questo tipo di pratiche, che conosco bene, sopratutto se a compierle è una come Isabella, cioè, una mia quasi-collega,  con molta probabilità viviamo delle esperienze simili e alle stesse condizioni, tra l'altro è capitato anche a me di dover scrivere delle cose in poco tempo e non avendo la possibilità di documentarmi mi sono affidata a cose scritte da altri, mettendoci del mio però, cambiando la forma, anche se la sostanza rimaneva la stessa.
    C'è molto di peggio, ci sono autorevoli firme del mondo della cultura  e della critica d'arte che senza nessun imbarazzo guadagnano cifre che equivalgono ad annate di stipendio di tante Conchite e Isabelle messe insieme, per opere interamente scritte da altri, ad esempio un sedicente divulgatore di Ferrara celebre per le sue piazzate in tv e per le sue avventure mondane, che sfrutta il lavoro di ghost writer senza alcun ritegno.

    Ma ciò che veramente rappresenta il "punctum" di questa piccola faccenda è che in fondo all'articolo c'è scritto "Riproduzione riservata" una espressione che equivale ad una azione dadaista e che pone Isabella, come me, in una realtà realmente surreale, non a caso si parlava di Duchamp e di Manzoni, tutti proiettati in una dimensione altra in un continuo gioco di traslati e di non-sensi.
    Un piccolo capolavoro soprattutto pensando della catena di antinomie che sono insite all'argomento di cui si scriveva.
    Il surrealismo non l'ha inventato nessuno, è sempre esistito, questa consapevolezza è ciò che distingue l'artista dall'uomo della strada.







    Libertà

    Io davvero li ammiro, li apprezzo tanto, sono fantastici.
    Tutti quelli con cui ho parlato e che mi hanno confermato che il valore a cui tengono di più è la libertà.
    La libertà a cui la maggioranza dei miei connazionali tiene più di ogni cosa.
    Io voglio anche rassicurarli perchè al di là delle differenze ideologiche l'amore per la libertà ci unisce.
    La libertà è una conquista magnifica , per difendere la quale tanti sono disposti a tutto,
    pure a vivere in un mondo meno libero!



    October 20

    Acrobatzja.

    In aria scema e beata come un topo nel formaggio.
    A terra bruciano candele, bottiglie, e profumi di gerani.
    Sguardi incantati come anfore di creta.
    Senza peso è come volare addormentati.

    Volare e dormire, amare senza chiedere di essere amati.
    Decidere comunque, anche se non dipende da noi,
    e se dipende da noi, tradire.

    Insperata come la brezza torna la bambina spettinata,
    che lasciava la casa nei meriggi assolati, e s'incantava coi grilli.
    Così forte perchè insensata.

    Soffiavo sugli animali morti, e progettavo miracoli invisibili.
    "Non posso smettere di pensarti, papà,
    e tu non puoi permetterti di perdermi."
    Immaginavo che qualcuno mi chiamasse per portarmi una notizia,
    quella!
    Ci vedremo mai? Così anche senza un'ora precisa.

    Sotto al pergolato color dell'uva
    si celebrava l'antico rito della felicità dopo la fatica.
    Alla finestra mi divertivo a non rispondere,
    perchè era bello farsi richiamare.

    Così d'improvviso rompo la finzione
     e atterro come una bambola snodata.
    Rivivo il mio stupore negli sguardi che si affollano.
    "Io così voglio vivere sempre!"
    Sveglia,pregando di dormire.


    Poi a sto a terra come una foglia che ha la fermezza di tremare.



    vol










    October 17

    White boxes, hopefully..i will live throught this with a little bit of dignity

    ..e certe volte è difficile stare lì e non scoppiare a ridere.

    Nei testi di architettura contemporanea spesso si trova scritto che i White Cubes o le White Boxes, ovvero gli spazi dedicati all'esposizione di opere d'arte, sono pensati come luoghi minimali  per offrire la migliore e più neutrale visione possibile delle opere concettuali.
    In realtà quello che nessuno dice apertamente è che questi luoghi sono concepiti per mettere a disagio i visitatori e cominciare una selezione degli stessi già dall'ingresso.

    Entrare in una galleria è un percorso ad ostacoli, ci si sente nudi,  è una prova che non tutti sono capaci di sostenere.
    Capita spesso di osservare come davanti alla porta di alcune gallerie famose,ci siano passanti fermi ad osservare le vetrine rimanendo incerti se suonare il campanello o meno, se dovessero farlo si troverebbero davanti un dipendente della galleria dall'atteggiamento come minimo scostante, poco intenzionato ad offrire informazioni a chi , secondo la sua esperienza, non è un potenziale acquirente, ma semplicemente un appassionato d'arte che è venuto a vedere l'ultimo lavoro di un artista, una specie di paria, uno sfigato,  da trattare in maniera tale da fargli pesare la sua condizione.
    Qui si esercita il collezionismo e il collezionismo  è storicamente elitario.
    In genere le didascalie delle opere sono ridotte al minimo oppure mancano del tutto, mentre altre opere non sono per niente esposte ma si possono vedere soltanto in altri ambienti riservati,  questi al contrario sono molto più arredati e accoglienti, l'etichetta del luogo impone al cliente di non chiedere subito il prezzo di un'opera, una tale richiesta lo qualificherebbe immediatamente come un acquirente di second'ordine uno a cui si può anche negare la vendita in quanto il gallerista tiene di più allo status della clientela che ai soldi, perchè i soldi dipendono dal  rango degli acquirenti,  la sua riuscita in questo business è una questione di pubbliche relazioni.
    La professionalità del dipendente permette con poche battute di misurare la reale competenza del visitatore, nonchè le sue reali intenzioni, è d'obbligo un linguaggio gergale da iniziati, generalmente le prime frasi servono a misurare il suo spessore, se si supera questo esame si è ammessi al livello successivo del genere "C'è quest'opera molto interessante ancora non esposta che le voglio far vedere" in caso contrario bisognerà subire la delusione di essere considerati non degni del luogo che si ha avuto la sfrontatezza di visitare.
    Un fallimento che peserà sulla propria autostima.
    New York è una città spietata in questo se ci sei,  sei dentro, altrimenti vieni espulso senza tanti complimenti, nessuno ha tempo di compatirti.
    L'ultima persona in galleria a cui chiedere informazioni è la gallery girl , ovvero quella neolaureata in storia dell'arte che probabilmente è stata raccomandata dal papà in genere un uomo ricco, le peggiori e più scortesi sono quelle che hanno scelto un preciso corso di studi per reagire al clima di famiglia,  magari  imposto  da un padre ricco avvocato, o imprenditore, o  repubblicano.
    La sua attività consiste nel leggere "art newspaper" e fare la faccia annoiata sopratutto quando l'ennesimo gruppetto di studenti si presenta in galleria, in genere per lei schiacciare il bottone per farvi entrare è una fatica che fa malvolentieri per come vi considera. La GG ha comunque sviluppato la capacità di distinguere l'effettivo  livello economico di quei gruppetti di signore di mezza età, spesso alticcie e dalla risata fastidiosa, che si divertono il pomeriggio a girare senza intenzione per gallerie e boutiques di lusso, soltanto osservando una cinta o la borsetta.
    E' addestrata nell'occasione a non dare mai informazioni utili, paradossalmente è più loquace l'uomo della security che passa la giornata col gomito appoggiato al banco della GG e per questo sa i cazzi un po' di tutti.


    Le white boxes inoltre sono concepite per offrire una seconda possibilità all'investitore, nel senso che la loro essenzialità consente di riciclarle per altri scopi , visto che la percentuale di riuscita di una galleria è minima, se non dovesse funzionare  l'immobile può essere riciclato per altri scopi, ristorante o show room, dal momento che non si è speso molto per il primo allestimento.
    La categoria dei mercanti d'arte  raramente è composta da  laureati e tra questi pochissimi in storia dell'arte, sono tutti uomini d'affari che vengono dai settori più disparati, hanno un fiuto da bookmaker e un approccio esclusivamente economico alle "creazioni artistiche".

    Poi viene il giorno dell'asta.
    L'asta alla fine risulta una delle esperienze più divertenti e desolanti a cui si può assistere.
    All'esterno c'è una fila di limousine e di macchinoni assurdamente sovradimensionati, l'impressione è quella di un locale affollato di gansta-rappers  che lasciano  le macchine lungo il marciapiede pronti a fuggire al minimo imprevisto...chessò una retata o una sparatoria.
    Il pubblico è diviso in celebrità vere e proprie, personaggi "abbastanza famosi",  compratori (non tutti dello stesso rango)  e normali spettatori, questi ultimi i più divertiti confortati dal fatto che durante tutta la serata non scuciranno un dollaro e stanno lì per la mondanità e per  vedere da vicino la faccia di chi è disposto a spendere cifre che variano da migliaia a milioni di bigliettoni verdi virtuali.
    Ci sono anche dei reali intenditori d'arte, professori universitari, giornalisti, critici e qualche giovane come me che lavora in campo editoriale.
    Ragazzi e ragazze dall'aria metropolitana e dall'aspetto melting pot dall'eleganza raffinata e minimal, del tipo... gente col padre americano e la madre pakistana o dai cognomi  complessi  (io stessa...a non saper nè leggere nè scrivere...col nome e doppio cognome mi presentavo abbastanza bene e ispiravo curiosità solo per quello senza meriti particolari).
    Nell'atrio si sprecano gli abbracci e i baci tra signore eleganti e i "Come stai...ti vedo in splendida forma...cara!"
    I galleristi sono delle autentiche star e sottolineano la loro fama con abbigliamenti appariscenti, al limite del cafone,  hanno l'atteggiamento tipico di quei politici che anche in Italia baciano e stringono la mano a tutti e che non ammetteranno mai di non riconoscere qualcuno che va da lui a salutarlo.
    C'è anche chi si diverte a salutare tutti quelli che ha visto di sfuggita in qualche foto, non ricordandosi neanche il nome, ci sono pure delle gare a chi saluta con modi amichevoli il maggior numero di non conoscenti.
    Si procede con la presentazione, un convenevole che equivale a dire "Ok basta cazzeggio uno stop ai drink e ai saluti e cominciamo seriamente".
    I partecipanti all'asta non sono tutti uguali, i più snob sono quelli che non si rivelano subito e che non hanno bisogno di iscriversi e di prendere una volgare paletta da alzare con la mano,  si fanno avanti ad asta già avviata, in quel caso un addetto deve correre da lui a registrarlo.
    Quando un personaggio del genere si rivela un fremito attraversa tutta la sala,  perchè in genere è da personaggi così che vengono fuori i migliori record di vendita.


    La leggenda:  era una calda  sera del maggio 2007 quando il venditore di Sotheby's ,Tobias Meyer, che per una sua strategia commerciale offriva in garanzia cifre ben più alte del valore reale di un'opera ai collezionisti che si rivolgevano a lui , decise di pagare sull'unghia 47 milioni di dollari indipendentemente dall'esito dell'asta ,a David Rockefeller, per un Rothko, artista per il quale non si era mai superata la soglia dei 30 milioni, un'azzardo che avrebbe potuto stroncargli la carriera in caso di insuccesso.
    Nei giorni precedenti l'ambiente non aveva parlato d'altro.
    Insomma quella sera da Sotheby's Meyer si giocava tutto, l'atmosfera era quella di una finale olimpica, la concentrazione e la tensione totali, Meyer esordì con un "E adesso..." seguito da lunghi secondi di silenzio e di quasi panico durante la presentazione dell'opera che fece con appena un filo di voce , per cinque terribili...lunghissimi...minuti.
    Finì con una vendita leggendaria di 72 milioni di dollari, si dice che il compratore  risultò essere un magnate russo che fece l'offerta al telefono tramite un suo emissario, mentre Rockefeller gongolava tranquillo con i suoi 47 milioni già intascati. Insomma pioveva sul bagnato.

     Teoria del Parametro Kawara. Molti credono per testare la salute del mercato  non bisogna tenere sott'occhio la valutazione di una star come Damien Hirst o di uno storico come Warhol, in realtà bisogna controllare i concettuali come On Kawara.
    Kawara dal 1966 ogni giorno prende una tela e dipinge in maniera precisa e minuziosa la data di quel giorno facendo attenzione a che la data sia scritta mese/giorno/anno se si trova in America es Nov 15 1988, oppure giorno/mese/anno se sta lavorando in Europa es. 22 Gen 1999, ogni opera viene dipinta in un giorno altrimenti se non riuscirà a terminarla verrà distrutta, questo a garantire la sua integrità artistica e intellettuale.
    Alcuni critici vedono nella serialità dell'arte di Kawara una "Affermazione dell'esistenza, una testimonianza di vita" una testimonianza che se la vuoi appesa al salotto di casa devi essere disposta a spendere almeno 100 mila dollari  con punte che toccano i 250 mila.
    In realtà si tratta di una dichiarazione di ottimismo, finchè vengono venduti i suoi quadri a queste cifre, c'è speranza per tutti.

    Le leggi che regolano questo mercato obbediscono a dei principi difficilmente comprensibili, spesso alcune quotazioni servono a creare la fama di un compratore come di un artista o di una casa d'aste, un clamore che tiene su il mercato tutto. Speculazione pura.Come l'economia in fondo...e pure certi rapporti di coppia...
    Quando  finisce un'asta di contemporanei  con qualche  buon  risultato, nessun botto clamoroso e parecchi invenduti le facce più divertite sono quelle dei semplici spettatori (i salutatori dell'ingresso)  che ancora una volta si sono goduti lo spettacolo, hanno visto vendute a cifre comunque considerevoli opere che... praticamente tutti  non vorrebbero vedere a casa loro neanche se regalate.

    Prontuario dell'aspirante collezionista

    Ricordarsi che: Contemporaneo vuol dire in realtà Temporaneo. Opera provocatoria è un'espressione che cela il significato di "Non fare domande, non cercare neanche di capirla!",  chiedere il prezzo è la peggiore cafonaggine che si possa commettere, l'espressione "Di livello museale" può essere un gentile modo del gallerista di dirti "Tanto non te lo puoi permettere", se in galleria cercano per troppo tempo di magnificarvi la qualità dell'opera che state osservando vuol dire che nessuno ha ancora avuto il coraggio di portarsi a casa quella schifezza, se qualcuno vi fa notare ad esempio che "Charles Saatchi ha detto che è bella !!!" potete rispondere tranquillamente "Si ma non l'ha comprata!!"






    October 16

    Come back home, pensiero sui connazionali

    La tipologia dell'idiota nasconde una sua dimensione eroica,
    se si trovasse di fronte alla scelta suprema,
     tra il capire e il perire,
    non avrebbe esitazione alcuna
    ad affrontare a viso aperto il martirio.

    La prossima volta che qualcuno mi racconta una barzelletta con l'italiano, il tedesco e il francese in cui l'italiano fa la figura dell'intelligente, gli tiro un mattone.





    September 22

    Freaks 2. La rivincita del nerd.

          

    E' vero non si esce vivi dagli anni 80.

    Erano quegli anni lì un po' così.
    I giovani padani crescevano ammantati di sfiga, a birra , stadio e "Drive In".
    Mai avrebbero pensato di diventare classe dirigente, parlamentari, ministri.

    Ora sorvolano sul fatto che ogni volta che dei militari italiani muoiono in missioni di guerra quasi tutti sono meridionali.
    Con ipocrisia pelosa li chiamano "nostri ragazzi " ed eroi, si commuovono  tanto e con il tricolore ricoprono le bare.
    Li onorano oggi per seguitare a sputargli in faccia domani.


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    Me che gli succede a sti' paesani?

    Che orrore, che linguaggio, che argomenti.
    E pensare che nei sondaggi sarebbe il più gradito.
    Ammazza che schifo! certo che sono ridotti male laggiù.
    Ma poi perchè tutto questo strano amore per i freaks?
    Corti , rognosi,  incazzosi e figli di puttana devono essere per piacergli.
    Stanno messi male sti paisani...


    September 13

    Lettura del Giornale. E poi dicono che non è contorto.

    Intervenendo all'inaugurazione della Fiera tessile milanese, Berlusconi aveva detto: "So che ci sono fermenti in procura, a Palermo e a Milano. Si ricominciano a guardare i fatti del '93, del'94 e del '92. Mi fa male che queste persone, con i soldi di tutti, facciano cose cospirando contro di noi, che lavoriamo per il bene del Paese". Per il premier le nuove iniziative dei magistrati, sono "follia pura". "Ci attaccano come tori inferociti", aveva insistito il Cavaliere, facendo comunque capire di avere le spalle larghe: "Qui c'è un torero che non ha paura di nessuno. Noi lavoriamo per il bene del Paese".

    Cioè come dire: "Se io sono il colpevole...che almeno loro siano gli accusati!"


    Lettura del giornale. Il contagio.

    Per dirla con Foucault;  il risveglio felice é la colpa.
    Se due ragazzi decidono di vivere insieme  è consentito, dormire sullo stesso letto possono farlo in fondo che male ci fa.
    Se la mattina successiva però dovessero svegliarsi con il sorriso sulle labbra questo sarebbe considerato inaccettabile.
    Ridere, essere felici sarebbe vissuto dagli altri, da quelli normali, come una provocazione.
    Camminare vicino ai muri, essere in difficoltà, vergognarsi, sentirsi comunque incompleti, simulare , rovinarsi la vita a forza di sospetti, non detti, consumarsi nel diventare oggetto di battute, diventare un luogo comune vivente, allora sì, questo va bene, rassicurerebbe i normali, che si dimostrerebbero anche magnanimi nel consentire a questi "scherzi della natura" di esistere, purchè promettano di continuare a vivere così a recitare quella parte che a loro rassicura.

    Ognuno ha bisogno di avere sotto casa qualcuno che materializzi  l'idea che in fondo "Io non sono il più scemo, c'è chi sta peggio di me!". Se dovesse mancare questa figura allora sono guai.
    E' da quando sono entrata per il primo giorno in una scuola che assisto a questo spettacolo e più cresco più me lo confermano, tra i miei compagnucci c'era anche qualche mostriciattolo che individuava il debole su cui sfogarsi.
    L'Italia negli ultimi tempi è diventata una fabbrica di capri espiatori per la massa dei teledepressi. Consumano dosi sempre crescenti di intolleranza come fossero tossici, carne da televendita.
    Se non sono stranieri sono i diversi, poi i senza casa , i dipendenti pubblici fannulloni e qualsiasi categoria sociale, culturale, comportamentale che può essere facilmente indentificata come portatrice di un male da sanare.
    Ma in cambio di quale bene poi? Non è dato saperlo.
    Ultimamente c'è chi ha deciso di prendere provvedimenti anche contro i professori del sud che vengono a lavorare al nord perchè non sanno il dialetto del posto, addirittura la targa che ricorda Peppino Impastato è sconveniente, non importa chi sia Impastato, è la sicilianità ad essere vissuta come disvalore, a prescindere.
    Ma un esempio di valore allora?
    E' questo il veleno che un po' alla volta sta mitridatizzando le nostre città, pure Firenze  che a leggere di questi fatti mi pare neanche di riconoscerla più.
    Anche se c'era da aspettarselo.

    September 10

    White Boxes 1. Acrilico 166x191

    Siamo in quattro e apparteniamo a quella categoria di persone che in una white box o in un white cube ci entra spesso, chi per interesse sincero, chi per lavoro e chi per puro cazzeggio.
    Quelli e quelle come noi si vede lontano un miglio che non sono compratori e in genere vengono trattati di merda da chi gestisce questi posti (oggi poi vista la giornata bohemien che abbiamo passato siamo piuttosto trasandati)  e infatti la tipa all'ingresso dice che il vernissage comincia alle nove e sono le sei del pomeriggio e quindi non possiamo entrare, in realtà c'è gente dentro perchè nel classista mondo dei W.B. c'è una certa mafietta, così decidiamo di sfondare il filtro di questa ridicola e stronza impiegata ed entrare lo stesso, incuranti dei suoi insulti a mezza bocca e degli sguardi di disapprovazione degli altri visitatori privilegiati,  non ci sono buttafuori comunque e quindi nessuno ci picchierà.
    La novità è che ci sono in giro delle esposizioni che precedono le operazioni di alcuni importanti galleristi in previsione di una vendita di una famosissima casa d'aste che ha deciso di puntare su degli artisti giovani "d'avanguardia" che nel gergo delle W.B. vuol dire ancora sconosciuti ,ma su cui qualcuno ha intenzione di investire parecchio.
    Il mercato dell'arte è stato ridimensionato  dalla crisi e quindi si respira aria di ricostruzione, c'è un certo fermento, che non si sa bene se è autentico o una ardita mossa di marketing per ricreare quell'atmosfera da anni 80 che a NY significano tanto.
    Magari c'è nell'aria un nuovo Mapplethorpe un altro Basquiat e noi siamo qui a presenziare a questo evento che chissà tra qualche anno diventerà l'inizio di una nuova corrente, un episodio "mitico",  un nuovo
    Exploding plastic inevitable  e noi potremmo dire "c'eravamo".
    Davanti ad uno strano Basquiat ibridato con Haring trent'anni dopo ci si interroga sul significato di una figura antropomorfa dalle braccia distese e le mani enormi con una smorfia che sa di maschera primitivista: c'è chi (spirituale) ci vede una figura ispirata ad un Cristo contemporaneo con particolari riferimenti etnici, chi  (dissacrante) un nano atleta da circo che saluta il pubblico e chi (io) un frammento di un film che ha visto sui campi di prigionia della seconda guerra mondiale in cui un prigioniero rimane fulminato dai fili  dall'alta tensione tentanto la fuga, infine il cazzeggiatore che smorza i deliri dei tre pericolosi intellettuali e  li convince che il titolo "Untitled" di questo acrilico è giusto in quanto trovare un titolo adeguato sarebbe una sfida troppo ardua.
    Promettiamo di mantenerci più lucidi nei prossimi giorni liberi, usciamo mostrando il dito medio alzato al gallerista e alla sua impiegata.
    Siamo come dei liceali in gita.

    September 07

    borough's middle-class

    Sconfinando nel New Jersey si trovano molti sobborghi di edilizia residenziale che possono variare molto per livello sociale, ce ne sono alcuni tipici come Staten Island , con villette in legno del primo novecento molto caratteristiche tanto verde e una popolazione  varia etnicamente, ma  non sempre raccomandabile,  altri invece con case moderniste e perbeniste, ideali per ambientare film orror e dalle quali ti aspetti di veder spuntare  serial killers come funghi.

    La domenica mattina oltre a fare sport si vede molta gente armeggiare nei box o nei giardini con ogni tipo di attrezzo, spesso in compagnia dei marmocchi.

    Il bricolage è una tradizione , ma anche  segno della crisi della Middle-Class fatta di uomini pragmatici che avendo smarrito la speranza di  costruire un mondo migliore per i propri figli, nel frattempo costruiscono letti a castello e cavalli a dondolo.






    Lettura del Giornale. il PD. Democratici più arguti che mai.

    Se devo stilare una classifica degli argomenti meno appassionanti degli ultimi mesi in cima ci sarebbe il dibattito pre-congressuale del Pd.
    Gli argomenti sono talmente contorti che si fa fatica a cogliere il minimo segno di innovazione.
    Non si percepisce nuova vita da quelle parti,  semmai la vecchia agonia che cerca di adeguarsi ai tempi.
    Una delle poche cose che credo di aver capito è che nella mente contorta di non pochi iscritti c'è l'idea di votare Bersani con la speranza recondita che questo alla fine riesca a realizzare il programma di Marino.


    September 05

    SKetches. Easy Going


    Coney Island.
    Comincio a capire il senso del "Qui tutto è possibile".
    Almeno per quanto riguarda la sfera privata ognuno la vive con molta rilassatezza.
    Due ragazze in tuta si tengono per mano, passano in mezzo a gruppi di famiglie con bambini e un po' in disparte si baciano.
    Nessuno ha nulla da ridire, nè coltelli da sfoderare.
    Un punk non ingrugnito -tipo Green Day - parlotta con una specie di sosia della Regina Elisabetta con tanto di barboncino. Ridono.
    Un quattordicenne con una maglietta di 50 Cents passa il frisbee ad un coetaneo con la canottiera dei Metallica senza che questo senta il bisogno di spaccarglielo in testa.
    Nonostante il vento gli adolescenti non hanno l'urgenza di sfigurarsi pettinandosi al contrario.
    Un sosia di Moby, porta le rebook sul gessato senza denunciare il minimo imbarazzo, si siede faccia al sole e smanetta sul suo laptop a gambe incrociate, alza i ray-ban e mi fa l'occhietto.
    Tante coppie miste e tanti padri giovanissimi che portano i pargoletti sul passeggino. Pochi i tatuaggi.
    Bambini di tre anni tentano di mangiare il gelato e si sbrodolano, le mamme non s'isterizzano ma stanno a guardare e consigliano senza intervenire.
    Bambini di 4 sono liberi di correre dietro al pallone fino ad inciampare e sbattere il muso, poi si rialzano e dopo un po' di sbigottimento ridono tutti.
    Una ragazza dai tratti orientali ha frequentato la stranieri a Perugia, mi parla del Palio e del Pontormo a Santa Felicita, che ricorda ancora nei particolari.
    Ceneremo insieme e appena torno le spedisco il fazzoletto della Chiocciola.





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    September 02

    Sketches. Gente quadrata

    Nel mondo realista della finanza, l'apparire conta più dell'essere.
    Non è un caso che in questa città vengono a sfondare tecnici della comunicazione, fotografi modaioli e creativi in genere.
    In questi giorni ho imparato la differenza sostanziale tra creatività e creazione.Parteggio per la seconda.
    Il realismo come misura, l'affermazione come scopo, la storia come modello.
    Questo sistema è così coerente che per essere contro si finisce per diventare assurdi, prima fuori di sè e poi fuori dal mondo.
    Quando questo mondo ha ragione, non lascia scelta alcuna che avere torto, un torto in cui qualcuno si perde senza più ritrovarsi.


    August 30

    Lettura del giornale. Parolieri stanchi

    Viene voglia di chiedere asilo politico.
    Alla faccia di milioni di cittadini che devono sbattersi con una montagna crescente di problemi e di ingiustizie, i quotidiani italiani dedicano le prime pagine alla faida tra "Il Giornale" di Feltri e "L'Avvenire" di Boffo.
    Sunto: Il presidente del consiglio, che per la sua condotta personale e politica si può definire tecnicamente "ommemmerda", è stato criticato da molti, e ultimamente anche dal organo vescovile L'Avvenire.
    Per vendetta, il giornale proprietà dello stesso premier, tira fuori uno scoop che serve a sputtanare il direttore Dino Boffo, fondamentalmente per il fatto di essere "ricchione", e come tale non idoneo a leccare il culo ai vescovi con la stessa credibilità con cui Vittorio Feltri lecca il culo al suo padrone.
    Tutto ciò è decisamente mortificante.
    Preso atto della débacle culturale, politica e linguistica, ai giornali terzi in crisi esistenziale, non rimane altro che sfogarsi con l'ironia e i giochetti,  infatti sabato mattina le pagine web riportavano titolazioni molto spiritose.
    Premessa: Alla faccia dei terremotati abruzzesi il Presidente del Consiglio aveva pensato di approfittare della festa religiosa della Perdonanza per un incontro pacificatore con i vertici vaticani.
    Titoli "Ricattolico" Il Manifesto, "Perdonanza zero" L'Unità, "La Vendicanza" Liberal, "Il Vaticano sotto ricatto...sessuale" L'altro, "Berlusconi si gioca l'Avvenire" Liberazione.
    Le matte risate.

    E' dura fare i giornalisti e avere ancora una parvenza di deontologia e di senso civico, quando la metamorfosi cede il passo alla metafora  e l'azione al gioco di parole.


    August 29

    Ground Zero


    Primo, evitare la curiosità da turista e l'emozione gratuita.
    Se mi sento in dovere di fermarmi qua il motivo  l'ho  portato appresso col bagaglio.
    Non avevo bisogno di questo per convincermi che l'uomo è capace delle cose migliori e delle più atroci.
    E' la natura.

    Secondo Anna Arendt  appartenere all'umanità porta la sgradita conseguenza che gli esseri umani, in quanto tali, debbano assumersi la responsabilità di tutti i crimini compiuti da altri uomini, e così tutte le  nazioni sopportare  il peso del male commesso da altre nazioni.
    Questo non significa dimenticare che gli assassini e i criminali di guerra hanno nomi e cognomi a ricordarci di loro.

    Sono una esteta del cavolo e al Battery Park  chiedo un sostegno ad un tramonto che anche qua è bellissimo.
    Chiedo sempre conforto alla bellezza come all'arte quando qualcosa mi ricorda la mia impotenza.
    Guardare lo spettacolo rinfacciando alla natura la monotonia della sua ferocia.
    Come dire mi fai orrore ma cullami.
    August 28

    Because a lot of joint and drink.

    Stravaccato sull'erba, in  disparte,  c'è un tipo austriaco un po' border line che ho già conosciuto.
    Oggi  perennemente collegato alle cuffie, ascolta musica, pare non abbia altri interessi al momento, le occhiaie raccontano di ieri sera .

    "Hai provato con un libro?"
    "Si...ma non si sente niente!"
    "Ah ecco!"

    Se fossi Celine titolerei   "Viaggio al termine della botte!"



    Wall Street

    C'è stata una fase decenni fa durante la quale tutti quelli che venivano a lavorare qua avevano una conoscenza minima (almeno) dell'economia reale.
    Poi il tutto si è dissolto in una nuvola di algoritmi e una casta di matematici ha sostituito gli economisti.
    Ci vorrebbe uno studio socio-antropologico serio  per inquadrare questa particolare categoria di giovani studenti e specializzandi che vengono dalle migliori facoltà di tutto il mondo, tipo MIT o LSE , mica pizza e fichi! Tra loro anche alcuni Bocconiani.
    Ometti che per  diritto quasi "divino" si apprestano a governare l'economia mondiale (ora sono alla fase Crisalide=Giovani Studentelli un po' Nerd, poi passerano alla fase Farfalla=Superpagati Consulenti e Manager), una tipologia umana che ha sempre ragione, a prescindere.
    Sono tipi fuori dal comune, hanno un'aura particolare, vengono spesso raccontate le loro capacità oltre la norma, come avessero cervelli dopati per natura, spesso utilizzati come il metro per misurare la pochezza degli altri, te li puoi immaginare risolvere  un test  di cinquanta domande nel tempo in cui un comune mortale sta ancora cercando di capire come si apre la busta o cose del genere...
    Cercano di spiegarmi che; nonostante la crisi, quel modello di economia grossolanamente detto Socialdemocrazia non può funzionare....(cito quello che ricordo).
    Anche se ultimamente i manager hanno preferito massimizzare le vendite...virtualizzando la finanza...sterilizzando i principi classici del margine e del profitto...in questo modo dimenticandosi che "rivalutare il profitto vuol dire favorire la dinamica del capitale"... cioè...tutto questo non deve far dimenticare che secondo le regole sacre del profitto accumulato...il circolo virtuoso dell'impresa... non deve essere ostacolato.
    Sostanzialmente sono contrari, all'intervento dello stato, se non come funzione di controllo su eventuali abusi...sono sempre fedeli alla triade: Investimento, Prodotto, Consumo..e soprattutto sostengono che produrre oggetti a minimo margine di profitto è una cosa sbagliatissima....insomma niente di più lontano da quello che s'intende per decrescita (felice o meno).
    L'america latina non li riguarda, il  Fasinpat non lo conoscono e non se ne curano.
    Rispetto a certi loro colleghi italiani sono avanti però  dentro le fabbriche e i posti di lavoro la Convenzione di Ginevra si può comunque applicare...meno male.
    Poco prima del cedimento della mia soglia d'attenzione penso amaramente che questi qua  (che secondo uno standard valutativo internazionale sono tra le  "migliori menti" della mia generazione)  non hanno maturato una critica reale alle regole dell'economia mondiale, credono sia necessario apportare delle modifiche tecniche...tutto qua, basta un tagliando , la macchina è buona.
    Un'annata intera di articoli di federico Rampini andati in fumo...puff!
    Sono un po' scazzata, 
    felice solo di aver sostenuto una discussione del genere per una mezz'ora!
    In parole povere per tutti quelli che non hanno cervelli come i loro: il "Vivere per lavorare" non si tramuterà mai nel "Lavorare per vivere".
    Non mi hanno convinto che l'economia è una scienza, l'unica cosa che può quantificare  è la disperazione, non la speranza





    August 27

    Sketches (Shopping Mall)

    Dalla vetrina di un negozio di cosmetici uno schermo ultrapiatto manda in loop una commedia pubblicitaria.
    C'è una crema che fa miracoli.
    Una fanatica di 30 anni finge di averne 50  per ingannare una scema di 50 che vuole dimostrarne 30, tutto torna.
    Due loro cloni parcheggiano un suv coreano dalle ruote maggiorate.
    L'odore di olio fritto prende allo stomaco.
    Déjà vu, pare di stare ai Gigli.
    Ad ogni latitudine, a queste condizioni, non c'è verità, solo aderenza.