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October 20 Acrobatzja. In aria scema e beata come un topo nel formaggio. A terra bruciano candele, bottiglie, e profumi di gerani. Sguardi incantati come anfore di creta. Senza peso è come volare addormentati. Volare e dormire, amare senza chiedere di essere amati. Decidere comunque, anche se non dipende da noi, e se dipende da noi, tradire. Insperata come la brezza torna la bambina spettinata, che lasciava la casa nei meriggi assolati, e s'incantava coi grilli. Così forte perchè insensata. Soffiavo sugli animali morti, e progettavo miracoli invisibili. "Non posso smettere di pensarti, papà, e tu non puoi permetterti di perdermi." Immaginavo che qualcuno mi chiamasse per portarmi una notizia, quella! Ci vedremo mai? Così anche senza un'ora precisa. Sotto al pergolato color dell'uva si celebrava l'antico rito della felicità dopo la fatica. Alla finestra mi divertivo a non rispondere, perchè era bello farsi richiamare. Così d'improvviso rompo la finzione e atterro come una bambola snodata. Rivivo il mio stupore negli sguardi che si affollano. "Io così voglio vivere sempre!" Sveglia,pregando di dormire. Poi a sto a terra come una foglia che ha la fermezza di tremare. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://conchitasblog.spaces.live.com/blog/cns!2DDC125F08878623!2319.trak Weblogs that reference this entry
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